da: Finimondo

Assiduo ricercatore di «un equilibrio tra responsabilità economica, responsabilità Sociale e responsabilità ambientale», il gruppo Agsm di Verona è un’impresa che afferma di avere qualche scrupolo di coscienza. Il suo scopo è ovviamente quello di ricavare profitto, ma lo vuole fare in maniera pulita, si potrebbe azzardare quasi etica. Attiva nel settore energetico, questa azienda non vuole saperne di petrolio, di gas o nucleare. Nossignori, poiché «la sostenibilità è nel dna del Gruppo Agsm» la sua specialità è lo sfruttamento delle cosiddette risorse rinnovabili. Anche il sole, l’acqua e il vento possono alimentare la Mega-macchina che sta devastando il pianeta! Uno dei suoi ultimi progetti è la costruzione di un grande impianto eolico sul monte Giogo, nel Mugello toscano. La Agsm ne ha presentato il progetto un anno fa, dando l’avvio all’iter autorizzativo guidato dalla Regione che ha visto la partecipazione di 44 Enti, nonché un «dibattito aperto con i cittadini» conclusosi lo scorso 24 agosto. Terminato perché ha trovato tutti d’accordo? No di certo, terminato perché ogni dibattito è solo una seccante formalità, da sbrigare in fretta prima di passare ai lucrosi fatti.
Così lo scorso mercoledì 21 ottobre i tecnici della Agsm si sono recati sul monte Giogo per installarvi una sonda geognostica, una specie di trivella che fin dal mattino è stata messa in funzione per perforare il terreno. Al termine della prima giornata di lavoro, loro scendevano dal monte stanchi ed affaticati e qualcun altro lo risaliva pieno di rabbia. Entrato nel cantiere, ha sabotato il macchinario bloccando il cavo dell’acceleratore, tranciando uno dei tubi del circuito aerodinamico della perforatrice, tagliando alcuni dei cavi di protezione e forando le gomme del trattore usato per portare il macchinario sul posto. Secondo il parere degli stessi tecnici della Asgm, questo qualcuno sarebbe poi tornato la mattina successiva (giovedì 22) per gettare in un fossato tubi e strumentazioni lasciate dagli addetti un po’ più a valle. Il sabotatore colpisce sempre due volte?
Alla Agsm non è rimasto che presentare alla stazione dei Carabinieri di Vicchio una denuncia contro ignoti per atti vandalici e sabotaggio. Inutile dire che il sabotaggio è stato condannato da tutti i politicanti, nessuno escluso, dai sindaci dei paesi limitrofi (secondo cui i sabotatori avrebbero «messo a repentaglio l’incolumità dei lavoratori» e «Dicomano, Vicchio, il Mugello non si meritano questo») ai dirigenti di partito («Un episodio sconcertante… atti vergognosi commessi da delinquenti»), passando per gli anemici cittadinisti del Comitato per la Tutela dei Crinali mugellani («Fin dal primo giorno e dalla prima riunione abbiamo dichiarato che avremmo combattuto con tutti i mezzi della legalità»). Tutti là, a domandarsi chi sia stato a travalicare il civile confronto democratico…
Eppure, la risposta aleggia nel vento, nemico mio, la risposta aleggia nel vento.

[25/10/20]