I grandi protagonisti delle biotecnologie sono le multinazionali che detengono a livello mondiale la maggior parte dei brevetti delle sementi, dei pesticidi, dei fitofarmaci usati in agricoltura e allevamento e dei farmaci per la salute umana; i nomi principali sono Monsanto-Bayer, Du Pont Pioneer, Syngenta-Chem China…

Se da un parte assistiamo ad una ristrutturazione del sistema capitalistico tecno-industriale, che da un lato poggia sulla convergenza delle scienze e dall’altro sulla progressiva digitalizzazione e robotizzazione dei processi industriali, anche nel campo dell’agricoltura e dell’allevamento, dall’altra le multinazionali determinano la politica estera degli stati in funzione dell’accaparramento delle terre (landgrabbing), suscitando guerre, pestilenze e carestie.

In linea con le vecchie logiche colonialiste, le terre coltivabili di Africa, Asia e America Latina vengono ancora una volta espropriate per installarvi monocolture ad uso alimentare o finalizzate alla produzione di mangimi o biocarburanti.

Nelle pagine di questo libro abbiamo trovato degli strumenti per una critica radicale del sistema capitalista tecno-industriale e dello stato contro i meccanismi di recupero che, sempre più efficacemente, il potere mette in atto.

La nostra critica non può limitarsi alla singola opera nociva o ai disastri più eclatanti prodotti di volta in volta dal sistema, ma vuole toccare in profondità il senso di queste tecnologie, il contesto che le crea e le impone come necessarie, le loro implicazioni e l’ideologia che le sorregge, per comprendere la convergenza che muove tutti quanti i settori, per cogliere in un quadro di insieme i nodi strategici per poi meglio colpirli con l’azione diretta distruttiva.

Ne parliamo con chi ha curato il  libro:

Venerdì 22 Marzo – Ore 20:00 all’ Ⓐccerchiata

P.zza Alfieri 1, Milano