da: Finimondo
«Mi piace chi ha idee diverse dalle mie ma le esprime rispettosamente, chi invece muove le mani prende a calci e tira bombe non è un anarchico è un cretino, un delinquente che deve passare qualche giorno in galera soprattutto perché ha disturbato la gente di Ala che doveva dormire tranquilla»
Matteo Salvini, 14 ottobre 2018
È questo l’ultimo rutto del Bullo degli Interni, lanciato per digerire l’esplosione avvenuta un paio di notti fa ad Ala, nel Trentino, ai danni della locale sede della Lega. Atteso l’indomani proprio in quel paesino per un comizio elettorale, il leader del Carroccio non ha apprezzato il rumoroso benvenuto. Dalle sue parole pare di capire quali siano i due bocconi che proprio non gli sono andati giù.
Il primo è la sfacciataggine di chi lo ha aspettato per contendergli sotto il naso l’uso della forza. Infatti, per le questioni interne, il compito di esercitare il monopolio della violenza — prerogativa e fondamento dello Stato — è affidato proprio all’inquilino del Viminale. Da sempre il suo mestiere consiste nell’ordinare alle forze dell’ordine di muovere le mani e prendere a calci chiunque osi criticare il governo senza chiedere prima regolare permesso. Trattamento che viene quotidianamente riservato anche a chi non scodinzola come un ossequioso cittadino (di tanto in tanto si esagera e scappano i casi Cucchi, Aldrovandi… e via elencando). Quanto alle questioni estere, il monopolio della violenza spetta al Ministero della Difesa ed alle sue forze armate. È l’esercito infatti a sganciare bombe e a lanciare missili, prodotti per lo più in Italia, contro popolazioni di paesi stranieri.
Quindi, poiché per le persone dabbene il ricorso alla violenza è giustificato solo quando ad esercitarla è un funzionario dello Stato — diventando «crimine» se sollecitato da motivazioni strettamente private, e «terrorismo» quando prende di mira lo Stato stesso — è ovvio che il botto di Ala abbia irritato le orecchie del Bullo. Ma è il secondo motivo della sua stizza quello più interessante. A suo dire gli autori di quell’azione non andrebbero puniti tanto per aver rotto la vetrata di una sede politica, quanto «soprattutto» per aver interrotto il sonno della gente, la quale deve dormire tranquilla.
Come dargli torto? Mica la si vorrà svegliare, vero?
Le strade delle città, come i sentieri delle campagne, come le acque dei mari, sono ricolmi di cadaveri di esseri umani sfruttati, terrorizzati, licenziati, umiliati, sfrattati, bastonati, ingannati, tassati, minacciati, avvelenati, ricattati, discriminati, stuprati, contaminati… e massacrati? La gente deve dormire tranquilla.
Il progresso tecnologico e industriale — surriscaldando il clima, abbattendo foreste, sterminando animali, saccheggiando risorse vitali — sta bruciando le tappe di quella sesta (ed ultima) estinzione di massa in cui siamo già entrati, come ormai non viene più negato nemmeno dagli scienziati più servili? La gente deve dormire tranquilla.
Le esigenze di ordine sociale e di pace mercantile hanno distrutto ogni forma di libertà in tutto ciò che di imprevisto, eccessivo, conturbante può avere, giacché ogni atto e pensiero deve essere sottoposto a rigorosi controllo, misurazione ed etichettatura da parte dello Stato (caratteristica tipica del totalitarismo)? La gente deve dormire tranquilla.
Negli ultimi anni stiamo assistendo a guerre fra poveri, al dilagare di razzismo e fascismo, ad esodi di massa, al ritorno di guerre sante, all’insorgere di nuovi conflitti che insanguinano tutto il pianeta? La gente deve dormire tranquilla.
Sì, la gente non deve pensare a tutte queste cose, a quali sono le loro cause, a chi sono i responsabili, a come fare per uscire da questa drammatica situazione. Deve dormire tranquilla, 24 ore su 24, sia ad occhi aperti che ad occhi chiusi, continuando di giorno a lavorare per far funzionare questa infame civiltà e continuando di notte a sognare premi milionari, calci di rigore, dispositivi elettronici, pellicce e gioielli, automobili di lusso, scatti di carriera, fisici scolpiti, vacanze tropicali… così da permettere anche a politici, banchieri ed industriali di continuare indisturbati. Ma non a dormire, bensì a comandare, prosperare e gozzovigliare.
Ecco perché la gente deve dormire tranquilla. Perché se si svegliasse — se si svegliasse davvero, intendiamo — bulli e bulletti del potere verrebbero spazzati via in maniera assai poco rispettosa. È pericoloso svegliare lo schiavo che dorme, rischia di alzarsi libero e ribelle. E di iniziare a mordere.
«Tutto è vicino. Le peggiori condizioni materiali sono eccellenti. 
I boschi sono bianchi o neri, non si dormirà mai»
[15/10/18]