Inizialmente ho pensato che mi sarebbe piaciuto scrivere un post in cui sputare sui concetti di Nazione, Patria, Democrazia e Repubblica ma, oltre a un primo ostacolo dato dal mio analfabetismo, riflettendo tra me e me non sono riuscitx a trovare una valida motivazione a spiegazione dello sforzo che mi avrebbe certamente vistx impegnatx per giorni.

Che i concetti prima citati siano abominevoli per chiunque si dichiari anarchicx mi sembra scontato e, data la mia scarsa propensione al dialogo con chi consapevolmente o meno (cosa che non mi interessa e non sta a nessuno giudicare) imbocca il sentiero dell’insensata retorica nazionalista la quale presuppone che vi debba essere un legame speciale tra individui nati nello stesso pezzo di mondo de-finito da leggi che non riconosco, non capisco perché ripetermi.

Non posso dirmi soddisfattx però. Non mi va giù che questa giornata di merda scorra tranquillamente tra le sfilate di assasinx sventolanti una bandiera (quella nazionale) impregnata di sangue. No! Anch’io voglio contribuire ai festeggiamenti e come al solito a modo mio: da guastafeste.

Al becero 2 giugno 1946 (data del Referendum isituzionale itagliano), vorrei contrapporre il ricordo della notte del 2 giugno 1919 in cui alcuni anarchici italiani riuscirono a far esplodere 8 bombe situate nei pressi delle abitazioni di ufficiali governativi favorevoli alla legge anti-sedizione del 1918 e all’estradizione degli immigrati sospettati di aver commesso crimini o di essere associati all’illegalità, oltre che ai giudici che condannarono alla prigione gli anarchici arrestati.

 

Morte all’ autorità 

Viva l’Anarchia