ITALIA

Condannati per il G8 di Genova (2001)

Francesco Puglisi (detto “Jimmy”)
C. C. di Roma Rebibbia – Nuovo Complesso
via Raffaele Majetti 70
00156 Roma

Marina Cugnaschi
Seconda Casa di Reclusione di Milano – Bollate
via Cristina Belgioioso 120
20157 Milano

Nel 2012 Jimmy è stato condannato in cassazione a 14 anni; è stato arrestato, dopo meno di un anno strappato alla cattività, nel giugno 2013 a Barcellona e successivamente estradato in Italia. Marina è stata condannata in cassazione a 11 anni e 9 mesi. Tutti gli imputati sono stati condannati in cassazione con pene fino a 14 anni per “devastazione e saccheggio”, oltre ad alcuni reati correlati, per gli atti di rivolta e di attacco avvenuti durante gli scontri nelle giornate in cui a Genova si svolgeva il summit del G8 (2001). A seguito dello stesso procedimento penale un altro compagno è ricercato e tutt’ora libero.

_______________________________

Davide Delogu

Davide Delogu
Casa di Reclusione di Rossano Calabro
Contrada Ciminata snc
87064 Corigliano-Rossano (Cs)

Anarchico sardo condannato per alcune rapine e furti. Ha già trascorso più di 20 anni in prigione. Il 1 maggio 2017 ha tentato di evadere dal carcere di Brucoli (ad Augusta, in Sicilia) quasi riuscendovi. [A questo link uno scritto del compagno riguardo la tentata evasione]. Ad aprile 2019 è stato trasferito nel carcere di Rossano Calabro e sempre nello stesso mese gli è stata imposta la censura sulla corrispondenza. E’ in corso a Siracusa il processo per la tentata evasione del maggio 2017.

_______________________________

Operazione “Scripta manent”

Alfredo Cospito, Nicola Gai e Alessandro Mercogliano
C. C. di Ferrara
via Arginone 327
44122 Ferrara

Marco Bisesti
C. C. di San Michele
strada statale per Casale 50/A
15121 Alessandria

Anna Beniamino
C. C. de L’Aquila
via Amiternina 3
Località Costarelle di Preturo
67100 L’Aquila

Un compagno e una compagna sono stati scarcerati a seguito della loro assoluzione nel processo di primo grado.

Il 6 settembre 2016 sono stati arrestati cinque compagni anarchici nell’ambito dell’operazione “Scripta manent”. Per altri due compagni già prigionieri (Alfredo e Nicola) viene imposta una nuova carcerazione e contestualmente agli arresti avvengono 32 perquisizioni domiciliari contro anarchici. Nel corso di una di queste un altro compagno viene arrestato con l’accusa di aver posseduo nell’abitazione materiali adatti alla realizzazione di ordigni, e scarcerato alcuni mesi successivi. Una compagna arrestata è stata successivamente trasferita agli arresti domiciliari. Le principali accuse sono: di aver costituito o partecipato ad una “associazione sovversiva con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico” (art. 270bis del codice penale) in riferimento alla Fai (Federazione Anarchica Informale) e alla Fai/Fri (Federazione Anarchica Informale/Fronte Rivoluzionario Internazionale); solo per alcuni compagni, di “attentato con finalità di terrorismo” (art. 280, c. p.) in riferimento a circa 11 azioni realizzate tramite pacchi e ordigni esplosivi tra il 2005 e il 2007, tranne una avvenuta nel 2016, da gruppi e nuclei aderenti alla Fai; e sempre solo per alcuni compagni, di “istigazione a delinquere” (art 414, c. p.) con “l’aggravante della finalità di terrorismo” in riferimento alla pubblicazione dell’ultima edizione di “Croce Nera Anarchica” (quattro numeri tra il 2014 e il 2017) e per la gestione di alcuni siti internet (il sito di C. N A., anarhija.info, RadioAzione). Inoltre una parte consistente dell’operazione “Ardire” (giugno 2012), che comportò l’arresto di otto compagni, la custodia cautelare per altri due compagni all’epoca già prigionieri e innumerevoli perquisizioni, è confluita in “Scripta manent”.

Nei primi giorni di giugno 2017 sono state notificate altre indagini ad altri sette anarchici, un “filone” successivamente accorpato all’operazione “Scripta manent”, il cui processo è iniziato sempre il 5 giugno 2017 nell’aula bunker del tribunale di Torino, presso il carcere de “Le Vallette”. Il pubblico ministero è Roberto Sparagna. I compagni in carcere sono detenuti presso sezioni AS2 (“Alta Sorveglianza 2”) a Ferrara, Alessandria e L’Aquila (nel mese di aprile 2019 Anna è stata trasferita da Roma Rebibbia a quest’ultimo carcere). Ad alcuni compagni è stata imposta la videoconferenza dal carcere, quindi l’impossibilità di essere presenti nell’aula di tribunale durante le udienze.

Nel mese di febbraio 2019 il P. M. ha esposto la sua requisitoria e, successivamente, le proprie richieste di condanna (poco più di 200 anni per 23 persone complessivamente, con pene massime tra i 29 e i 30 anni). Il 24 aprile, a seguito delle decisioni dei giudici, è stata emessa la sentenza di primo grado da parte del tribunale di Torino, che ha condannato cinque compagni: Anna Beniamino a 17 anni, Marco Bisesti a 5, Alfredo Cospito a 20, Nicola Gai a 9, Alessandro Mercogliano a 5. Questi ultimi sono quindi stati riconosciuti come promotori o partecipi in una “associazione sovversiva con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico”, mentre i soli Anna e Alfredo sono stati condannati per alcuni attacchi compiuti da nuclei e gruppi della FAI tra il 2005 e il 2007 (reati di “attentato con finalità di terrorismo, “possesso e trasporto di esplosivi” e “strage”). Invece, sono stati assolti da ogni accusa i restanti 18 compagni imputati (come detto, tutti per art. 270bis c. p. e alcuni per 414 c. p. e 280 c. p.). Tra questi, a seguito della sentenza di primo grado che li ha assolti, un compagno in carcere nella sezione AS2 a Ferrara e una compagna costretta agli arresti domiciliari (precedentemente anch’essa in carcere, prima a Latina poi a Roma Rebibbia) sono stati scarcerati dopo poco più di due anni e mezzo di prigionia in custodia cautelare.

Alfredo e Nicola si trovavano già in carcere a seguito delle condanne (rispettivamente, a circa 9 e 8 anni ciascuno) nel processo dove erano accusati dell’azione di ferimento contro Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare (Genova, 7 maggio 2012); azione rivendicata con un testo dal “Nucleo Olga” della Fai/Fri. Successivamente, durante il processo entrambi hanno rivendicato individualmente la realizzazione dell’azione.

E’ possibile inviare denaro a sostegno dei compagni prigionieri ed imputati a seguito dell’operazione “Scripta manent” facendo una ricarica alla carta postepay n. 5333 1710 7777 2446. Chi preferisse effettuare un bonifico può contattare chi gestisce la cassa all’indirizzo e-mail cassamanent@tutanota.com e riceverà le coordinate IBAN e l’intestazione della carta.

_______________________________

Operazione “Panico” e operazioni repressive contro gli anarchici fiorentini

Salvatore Vespertino (detto “Ghespe”) e Giovanni Ghezzi
N. P. C. Sollicciano
via G. Minervini 2/R
50142 Firenze

Pierloreto Fallanca (detto “Paska”)
Casa Circondariale di Viterbo
Strada SS. Salvatore 14/B
01100 Viterbo

Anarchici arrestati il 3 agosto 2017, nel contesto di una operazione repressiva contro gli anarchici a Firenze, con l’accusa di aver compiuto un attacco esplosivo contro la libreria “Il Bargello” (1 gennaio 2017), uno spazio legato a fascisti e al partito Casapound. Durante lo scoppio è rimasto gravemente ferito un poliziotto, che ha perso parte di una mano e un occhio. Tra le innumerevoli accuse, sono accusati ed imputati di “tentato omicidio” e “associazione a delinquere”. Contestualmente all’operazione repressiva fu sgomberata l’occupazione anarchica La Riottosa, a Firenze, e arrestati otto compagni con l’accusa di aver compiuto questa azione e un attacco incendiario contro una caserma dei carabinieri nel quartiere di Rovezzano (Firenze, 21 aprile 2016). Tranne Ghespe, tutti gli altri compagni vennero successivamente scarcerati. Ma tra marzo e aprile 2018 Giovanni e Paska sono stati ancora arrestati a seguito di una decisione della Cassazione. Un altro compagno anch’esso arrestato ad agosto 2017 è destinatario di altre misure restrittive. L’accusa di “associazione a delinquere” fa riferimento alla cosiddetta operazione “Panico” (dal nome di un altra occupazione anarchica fiorentina) che comportò perquisizioni e tre arresti il 31 gennaio 2017. E’ attualmente in corso il processo, a Firenze. La sentenza è prevista a luglio 2019.

Per maggiori informazioni consultare il sito internet panicoanarchico.noblogs.org.

E’ possibile inviare denaro a sostegno dei compagni prigionieri ed imputati a seguito dell’operazione “Panico” facendo una ricarica alla carta postepay n. 5333 1710 3998 6134 intestata a Youssra Ramadan. Per chi preferisse effettuare un bonifico i dati sono i seguenti: Agenzia: Poste Italiane. IBAN: IT71Q3608105138290113490114. Codice BIC/SWIFT, per transazioni internazionali: PPAYITR1XXX.

_______________________________

Maddalena Calore

Maddalena Calore
Casa Circondariale di Uta
Strada II Ovest
09010 Uta (Ca)

Anarchica arrestata a marzo 2017 per un residuo di pena dovuto a precedenti condanne.

_______________________________

Operazione “Scintilla”

Silvia Ruggeri
C. C. de L’Aquila
via Amiternina 3
Località Costarelle di Preturo
67100 L’Aquila

Cinque persone sono state scarcerate.

Il 7 febbraio 2019 a Torino è avvenuta una operazione repressiva (denominata “operazione Scintilla”) che ha comportato, dalla prima mattinata, l’arresto di sei anarchici, alcune perquisizioni a Torino e altrove e lo sgombero dell’Asilo Occupato di via Alessandria, occupazione anarchica esistente dal 1995. L’accusa principale è di aver costituito o partecipato ad una “associazione sovversiva” (articolo 270 del codice penale) e di aver compiuto alcune azioni dirette inerenti la lotta contro i Cie ed i Cpr, carceri per persone migranti.

Il 9 febbraio un corteo in risposta all’operazione repressiva si è mosso per le vie di Torino, cercando anche di avvicinarsi all’Asilo (completamente cinto da polizia e carabinieri, e nel frattempo devastato dalle forze dell’ordine e dagli operai addetti alla chiusura dell’edificio), per poi volgersi conflittualmente contro la città e ciò che quotidianamente fa da cornice all’esistenza degli oppressi. Durante il corteo alcune persone sono state arrestate e successivamente imprigionate, per poi essere scarcerate alcuni giorni seguenti.

A inizio marzo, a seguito del tribunale del riesame, è caduta l’accusa di “associazione sovversiva”, mentre permangono alcune accuse specifiche (tra queste, “istigazione a delinquere” per la pubblicazione dell’opuscolo “I cieli bruciano”). Conseguentemente due persone sono state scarcerate. Nel mese di marzo un altro compagno è stato trasferito dal carcere di Ferrara a quello di Ivrea ed, in ultimo, a quello di Cuneo (da dove è stato in seguito scarcerato). Il 6 maggio altri due arrestati (accusati di “istigazione a delinquere”) sono stati scarcerati dal carcere di Ferrara. Resta in carcere Silvia, con l’accusa che il suo “profilo antropometrico” corrisponderebbe con quello di una persona ripresa dalle telecamere mentre posizionava un ordigno sotto un ufficio postale (le Poste Italiane hanno avuto possesso della compagnia aerea Mistral Air, con cui venivano effettuati rimpatri di persone migranti).

Per maggiori informazioni consultare il sito internet: autistici.org/macerie.

Per inoltrare aiuti economici per sostenere la detenzione dei compagni detenuti a seguito dell’operazione “Scintilla” i dati sono i seguenti: IBAN: IT61Y0347501605CC0011856712. ABI: 03475. CAB: 01605. BIC: INGBITD1. Intestato a: Giulia Merlini e Marco Pisano. Per i versamenti dall’estero potrebbe essere necessario anche l’indirizzo della banca: Istituto Centrale Banche Popolari Italiane, corso Europa 18, 20122 Milano, Italia.

_______________________________

Operazione “Renata”

Luca Dolce (detto “Stecco”)
C. C. di Ferrara
via Arginone 327
44122 Ferrara

Cinque persone si trovano agli arresti domiciliari e un’altra con altre restrizioni.

Durante la notte e la mattina di martedì 19 febbraio 2019 in varie località del Trentino sono stati arrestati sette anarchici. Ad una persona sono stati immediatamente imposti gli arresti domiciliari, mentre tutti gli altri sono stati imprigionati in varie carceri. Le accuse principali sono “associazione sovversiva con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico” (articolo 270bis del codice penale) e di “attentato con finalità di terrorismo” (articolo 280 del codice penale), in riferimento ad alcune azioni dirette avvenute in Trentino nel corso degli ultimi anni. Altri reati di cui sono accusati sono: “interruzione di pubblico servizio”, “danneggiamento”, “sabotaggio di apparecchi telematici”, “incendio” e “trasporto di materiale esplodente”. Contestualmente sono avvenute 50 perquisizioni, con circa 150 poliziotti e carabinieri mobilitati nell’operazione repressiva (cui è stato dato il nome di “operazione Renata”, a quanto pare un nome tratto dal nomignolo dato ad una automobile utilizzata da dei compagni). Le indagini sono state condotte da Digos (polizia di Stato) e ROS (carabinieri). Nella stessa giornata degli arresti è avvenuta una conferenza stampa, a Roma, a cura dell’antiterrorismo.

Nel mese di marzo, a seguito di una decisione del tribunale del riesame che ha ritenuto insussistenti le accuse di “terrorismo”, è caduta l’accusa di “associazione sovversiva con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico” (art. 270bis, c. p.) di cui inizialmente erano accusati una parte dei compagni arrestati, e il reato ipotizzato è divenuto quello di “associazione sovversiva” (art. 270, c. p.). Invariate le accuse relative a fatti specifici (“interruzione di pubblico servizio”, “danneggiamento”, “sabotaggio di apparecchi telematici”, “incendio” e “trasporto di materiale esplodente”). 

Il 9 maggio sono stati trasferiti agli arresti domiciliari cinque compagni anarchici prigionieri dal 19 febbraio 2019 a seguito dell’operazione “Renata”; una da poco trasferita nella sezione AS2 carcere de L’Aquila, due detenuti a Tolmezzo e altri due detenuti a Ferrara. Resta in carcere, a causa di altre condanne definitive, il compagno Luca Dolce (detto “Stecco”). Mentre un’altra compagna, anch’essa arrestata il 19 febbraio e posta fin da subito agli arresti domiciliari, ha avuto quest’ultima “misura cautelare” trasformata in obbligo di dimora e rientro a casa dalle ore 21.00 alle 7.00 del mattino.

Sempre nel mese di maggio Stecco è stato trasferito dal carcere di Tolmezzo a quello di Ferrara.

E’ possibile inviare denaro a sostegno dei compagni prigionieri ed imputati a seguito dell’operazione “Renata” facendo una ricarica alla carta postepay n. 5333 1710 7066 8120 intestata a Kamilla Bezerra. In Italia si possono effettuare anche le ricariche solo in contanti direttamente dal tabacchino (costo 2 euro) fornendo i propri dati, il proprio codice fiscale (serve proprio la tessera, non il numero a memoria), il numero della carta postepay ed il codice fiscale dell’intestatario (BZRKLL80P60Z602C). Per chi preferisse effettuare un bonifico i dati sono i seguenti: IBAN: IT04H3608105138216260316268 intestato sempre a Kamilla Bezerra. Codice BIC/SWIFT, per effettuare transazioni internazionali: PPAYITR1XXX.

_______________________________

Leonardo Landi

Leonardo Landi
C. C. di Lucca
via San Giorgio 108
55100 Lucca

L’anarchico Leonardo Landi è stato arrestato il 26 febbraio 2019 a seguito di una sentenza di cassazione (relativa ad processo per una rapina avvenuta nel 2007) che lo ha condannato ad un residuo di pena di 2 anni e 8 mesi.

_______________________________

Tommaso Fontana

Tommaso Fontana 
C. C. “Cà del Ferro”
via Palosca 2
26100 Cremona

Il 5 aprile 2019 a Cremona è stato arrestato Tommy, un anarchico che ha tentato di resistere ad un fermo di polizia sotto casa di un fascista (che nei giorni precedenti si era messo in mostra con alcune provocazioni vigliacche). Durante l’episodio è stato sfondato il vetro di una macchina della polizia. Il 10 aprile è stata pronunciata la sentenza da parte del tribunale di Cremona: un anno, otto mesi e dieci giorni di reclusione per le accuse di “resistenza, danneggiamento aggravato, lesioni, minacce e oltraggio”. Successivamente è stato reso noto che il giudice ha rifiutato la scarcerazione, quindi Tommy resta in carcere.

Per maggiori informazioni consultare il sito internet: csakavarna.org.

_______________________________

Operazione “Prometeo”

Robert Firozpoor Giuseppe Bruna
C. C. – C. R. di Opera
via Camporgnago 40
20090 Milano

Natascia Savio
N° d’écrou: 93106 – cellule 114
Centre pénitentiaire de Bordeaux-Gradignan
36 Rue du Bourdillat
33170 Gradignan
France [Francia]

Il 21 maggio 2019 sono stati arrestati tre anarchici nel contesto di una operazione repressiva chiamata “Prometeo” ed eseguita dai carabinieri del ROS. Sono state eseguite anche alcune perquisizioni. L’accusa principale è di “attentato con finalità di terrorismo o di eversione”, poiché ritenuti responsabili dell’invio di tre pacchi-bomba arrivati nel giugno 2017 ai p. m. Rinaudo (pubblico ministero in parecchi processi contro il movimento antagonista e gli anarchici) e Sparagna (pubblico ministero nel processo per l’operazione “Scripta manent”) e a Santi Consolo, all’epoca direttore del DAP (“Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria”) di Roma. Non sono accusati di alcun reato “associativo” (come gli art. 270 o 270bis, c. p.). Una compagna è stata arrestata in Francia e verrà probabilmente trasferita a breve in Italia.

_______________________________

Anarchici arrestati in provincia di Brescia il 22 maggio 2019

Juan Antonio Sorroche Fernandez
C. C. di Canton Mombello
via Spalto S. Marco 20
25100 Brescia

Il 22 maggio 2019 è stato arrestato il compagno anarchico Juan, latitante e ricercato da circa due anni per alcune condanne defintive. Sono state perquisite due abitazioni in provincia di Brescia e due abitazioni di genitori di un compagno e una compagna nell’hinterland bresciano. E’ stato arrestato anche un altro compagno, inizialmente fermato ed il cui arresto è stato poi convalidato (è anch’esso detenuto nel carcere di Brescia), accusato di “favoreggiamento personale” (art. 378 c. p.), con l’aggravante di “favoreggiamento alla sottrazione dell’esecuzione della pena” (in riferimento alla latitanza di Juan). Nei giorni seguenti sono avvenute altre perquisizioni presso le stesse abitazioni già perquisite. Inoltre Juan sarebbe anche indagato per un attacco esplosivo contro una sede della Lega Nord (agosto 2018, Treviso), con le accuse di “strage” e “attentato con finalità di terrorismo”.

_______________________________

GRECIA

Cospirazione delle Cellule di Fuoco

Damiano BolanoChristos TsakalosGiorgos NikolopoulosGiorgos PolydorosMichalis NikolopoulosGerasimos Tsakalos e Theofilos Mavropoulos
Dikastiki Filaki A Pteryga
T. K. 18110, Koridallos, Athens, Greece

Olga Economidou
Dikastiki Fylaki Korydallou – Gynaikeies Fylakes
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece

Haris Hatzimihelakis e Panagiotis Argyrou sono stati scarcerati (quest’ultimo ad aprile 2019).

_______________________________

Aggeliki Spyropoulou

Aggeliki Spyropoulou
Dikastiki Fylaki Korydallou – Gynaikeies Fylakes
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece

_______________________________

Arresti per le rapine di Velvento/Kozani e per alcuni procedimenti penali connessi alle CCF (“Nea Philadelphia”)

Argyris DaliosDimitris PolitisGiannis Michailidis e Nikos Romanos
Dikastiki Fylaki Korydallou – Andrikes Fylakes D. Pteryga
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece

Andreas-Dimitris BourzoukosFoivos Harisis e Grigoris Sarafoudis sono stati scarcerati (rispettivamente, luglio 2017, estate 2017 e gennaio 2018).

_______________________________

Anarchici accusati e processati per la presunta partecipazione alle CCF (casi “Halandri” e “Nea Smyrni”)

Giorgos Karagiannidis e Alexandros Mitrousias sono stati scarcerati (rispettivamente, settembre 2017 e aprile 2017).

_______________________________

Lotta Rivoluzionaria

Kostas Gournas
ΚΑΥΦ (Central Prison Material Warehouse)
Nikiforidi 2, Koridallos, 18122, Attikhs, Athens, Greece

Nikos Maziotis
Dikastiki Fylaki Korydallou – Eidiki Pteryga
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece

Panagiota Roupa (detta “Pola”)
Dikastiki Fylaki Korydallou – Gynaikeies Fylakes
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece

Konstantina Athanasopoulou è stata scarcerata nell’estate del 2018.

_______________________________

Accusati e processati per la presunta partecipazione a Lotta Rivoluzionaria

Giorgos Petrakakos
Dikastiki Fylaki Koridallou – Eidiki Pteriga
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece

Antonis Stamboulos è stato scarcerato a giugno 2018.

_______________________________

Altri anarchici prigionieri in Grecia

Marios Seisidis
Dikastiki Fylaki Korydallou, A. Pteryga
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece

Kostas Sakkas è stato scarcerato ad agosto 2018.

Fotis Tziotzis
Dikastiki Fylaki Larissas
T. K. 41110, Larissa, Greece

Panagiotis Aspiotis
Dikastiki Fylaki Korydallou, A. Pteryga
T. K. 18110, Korydallos, Athens, Greece

Non sappiamo nulla dell’attuale situazione di Kostantinos Yagtzoglou.

_______________________________

SPAGNA

Rodrigo Lanza
Apartado de correos 33044, Ronda universitat 23.
08007 Barcelona, España [Spain].

Lisa Dorfer
C. P. Brians I, Carretera de Martorell a Capellades, Km 23.
08635 Sant Esteve Sesrovires, España [Spain].

_______________________________

GERMANIA

Thomas Meyer Falk

Thomas Meyer Falk
c/o JVA (SV ABT), Herman-Herder str. 8
D 79104, Freiburg – Germany

In carcere dal 1996 per una serie di rapine, con una condanna a 11 anni e 6 mesi. Nel 2007 è stato finalmente tolto dal regime di isolamento, gli sono state comunque ripetutamente rifiutate le richieste di scarcerazione per cui, benché dovesse uscire nel 2013, rimane in carcerazione preventiva perché ritenuto “socialmente pericoloso”, in base ai reati commessi e all’atteggiamento mantenuto in carcere.

_______________________________

BULGARIA

Jock Palfreeman

Jock Palfreeman
Sofia Central Prison
21 General Stoletov Boulevard
Sofia 1309
Bulgaria

Jock è un antifascista australiano, arrestato quando aveva 23 anni per aver reagito all’aggressione a due ragazzi Rom da parte di un gruppo di 16 neonazisti, accoltellando a morte uno dei nazisti e ferendone un altro. Jock è stato condannato a 20 anni di carcere (cauzione fissata in 375.000 dollari australiani).

_______________________________

SLOVACCHIA

Ladislav Kuc

Ladislav Kuc
Florianska 18
PS-C12
04142 Kosice
Slovakia

E’ un attivista per la liberazione animale condannato nel 2014 a 25 anni con le accuse di “possesso illegale di armi, confezionamento di esplosivi e terrorismo” in seguito a un’esplosione avvenuta in un McDonald’s nel 2011. E’ anche accusato di altri attacchi esplosivi contro torrette di caccia, lettere-bomba contro un veterinario e contro la compagnia Tesco Stores, oltre a lettere di minaccia all’Università di Medicina Veterinaria, Farmacologia e al quotidiano Sme. Nel maggio del 2016 l’accusa di terrorismo è caduta, quindi Ladislav è in attesa di una nuova sentenza.

_______________________________

RUSSIA

Ilya Romanov

Ilya Eduardovich Romanov
1967 g.r., ul. Rabochaya 147, SIZO-1
Saransk, Mordoviya Respublika, 430003 Russia

L’anarchico Ilya Romanov è stato arrestato nelle prime ore del 26 ottobre 2013 nella città di Nizhny Novgorod a seguito della prematura esplosione di un dispositivo artigianale, che ha avuto come conseguenza l’amputazione del suo polso sinistro. E’ stato condannato a 10 anni di prigione. Il processo, che è cominciato il 16 giugno 2015 presso il tribunale locale di Nizhny Novgorod, è stato condotto dai giudici del “Consiglio Giuridico Militare” mandati da Mosca, perché il presunto obiettivo dell’attacco del compagno era un ufficio militare. Il 6 agosto, dopo circa 20 udienze, la decisione è stata presa: condanna a 10 anni di lavori forzati e 110.000 rubli (circa 1.600 euro) di multa. Ilya non può ricevere lettere o materiale cartaceo in generale che non sia scritto nella sua lingua.

_______________________________

Alexandr Kolchenko

Alexandr Alexandrovich Kolchenko
56612, Chelyabinsk Oblast, Kopeysk, Kemerovskaja street, 20, ИК-6, unit 4, Russia

Aleksandr/Oleksandr Kolchenko è stato arrestato in Crimea a maggio del 2014 con l’accusa di partecipazione ad un “gruppo terrorista” che aveva pianificato esplosioni vicino al memoriale del fuoco eterno ed al monumento di Lenin a Simferopol, oltre che di aver sabotato le linee ferroviarie e le linee elettriche. Kolchenko è sospettato anche di aver effettuato due attacchi incendiari contro la sede del partito Russian Unity e della comunità russa di Crimea e contro la sede del partito United Russia a Simferopol. Può ricevere solo materiale in lingua russa.

_______________________________

CILE

Natalia Collado (detta “Tato”) e Javier Pino

Arrestati il 7 aprile 2015 con l’accusa di aver incendiato un autobus urbano a Santiago del Cile. I due compagni sono stati arrestati nei pressi dell’accaduto e la prova portata dall’accusa sarebbero alcune tracce di idrocarburi sui vestiti. A fine maggio del 2016 vengono condannati a 3 anni di carcere. Da una lettera di Juan e Nataly del novembre 2017 risulta che Javier Pino dovrebbe essere stato liberato, ma non ci sono altre notizie che lo confermino. Tato invece è stata scarcerata nell’aprile 2018.

_______________________________

Tamara Sol Farias Vergara

Tamara Sol Farias Vergara
av. Ramón Picarte 4100
Sector Llancahue
Valdivia, Chile

Sol è stata arrestata il 21 gennaio 2014 per aver sparato ad una guardia di sicurezza del Banco Estado, vendicando il compagno anarchico Sebastián Overluij, ucciso da una guardia nel dicembre precedente durante un esproprio. Il 4 febbraio 2015 è stata condannata in primo grado a 7 anni per tentato omicidio, confermando integralmente le tesi e la richiesta di anni formulate dall’accusa.

_______________________________

Juan Flores Riquelme

Juan Flores Riquelme
C. D. P. Santiago Sur (ex Penitenciaria)
av. Pedro Montt 1902
Santiago de Chile, Chile

In isolamento e sottoposto alla legislazione antiterrorismo. Juan è un compagno anarchico arrestato il 18 settembre 2014 con Nataly e Guillermo Duràn (quest’ultimo subito rilasciato agli arresti domiciliari notturni), accusati dell’attentato al metrò los Dominicos ed al centro commerciale della Escuela Militar, entrambi rivendicati da CCF/Chile. Juan è anche accusato di due attacchi a commissariati nell’agosto 2014, azioni rivendicate dal gruppo “Cospirazione internazionale per la Vendetta”.

Il 20 dicembre 2017 è finito il processo del “Caso Bombas 2”, Enrique e Nataly sono stati assolti da tutte le accuse e quindi liberati, Juan è stato dichiarato colpevole per l’attentato al metro Los Dominicos e per quello al centro commerciale SubCentro ed è il primo compagno condannato con la legge antiterrorismo. Il 15 marzo 2018 è stato condannato a 23 anni di detenzione.

_______________________________

Freddy, Marcelo e Juan

Marcelo Villarroel
Unidad Especial de Alta Seguridad – Càrcel de Alta seguridad – Modulo H Norte (2 piso)
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Ex membro del Mapu Lautaro e prigioniero politico negli anni novanta, attualmente si definisce libertario anticapitalista. Marcelo è accusato della partecipazione ad una rapina al Banco Santander (Valparaiso, settembre 2007) e al Banco Security nell’ottobre 2007, dove nello scontro armato durante la fuga viene ucciso un agente di polizia. Viene arrestato in clandestinità con Freddy Fuentevilla nel 2008, in Argentina, dove sono stati processati per detenzione illegale di armi. Espulsi in Cile nel 2009, dopo un lungo processo il 2 luglio 2014 viene condannato a 14 anni per le due rapine.

Juan Aliste Vega
Unidad Especial de Alta Seguridad – Càrcel del Alta Seguridad – Modulo J (3 piso)
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Ex membro del Mapu Lautaro e prigioniero politico negli anni ’90, accusato delle rapine al Banco Security e Valparaiso oltre che di una terza rapina avvenuta nel 2007. Ricercato fino al 2010 quando viene arrestato in Argentina e subito estradato in Cile. Il 2 luglio 2014 Juan viene condannato a 42 anni: 18 per omicidio di un poliziotto, 10 per tentato omicidio, 14 per la rapina al Banco Santander a Valparaiso e al Banco Security, e assolto per la terza rapina.

Freddy Fuentevilla è stato scarcerato il 18 giugno 2018.

_______________________________

Alejandro Astorga Valdès, Jorge Mateluna Rojas e René Sanhueza Molina

Alejandro Astorga Valdès
Unidad Especial de Alta Seguridad – Cárcel de Alta seguridad – Modulo J (3 piso)
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Ex membro del MIR (“Movimiento de Izquierda Revolucionaria”) e poi del MRTA (“Movimiento Revolucionario Túpac Amaru”) in Perù. E’ stato condannato nel 1993 per un attentato all’Istituto Peruviano Nordamericano a Lima. Dopo 12 anni di carcere di massima sicurezza, scarcerato nel 2005 è rientrato in Cile. Arrestato il 17 giugno 2013 per una rapina al Banco Santander di Pudahuel, dopo un inseguimento di polizia. È stato condannato nel 2014.

Jorge Mateluna Rojas
Unidad Especial de Alta Seguridad – Cárcel de Alta seguridad – Modulo J (2 piso)
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Condannato all’ergastolo nel 1994 accusato di diverse azioni risalenti agli anni della sua militanza nel FPMR (“Frente Patriótico Manuel Rodríguez”): rapine, omicidio di un poliziotto, “associazione illegale” e infrazione della Legge di Sicurezza dello Stato. In seguito alla legge di indulto per i prigionieri politici nel 2004 viene liberato. Arrestato il 17 giugno 2013 per la rapina al Banco Santander di Pudahuel, è stato condannato nel 2014.

René Sanhueza Molina
Unidad Especial de Alta Seguridad – Cárcel de Alta seguridad – Modulo H Norte (3 piso)
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Arrestato il 17 giugno 2013 con Alejandro e Jorge per una rapina al Banco Santander nel comune di Pudahuel. E’ accusato di rapina, tentato omicidio di un carabiniere, ricettazione d’auto, detenzione d’arma da fuoco, patente falsa e detenzione di arma da guerra. È stato condannato nel 2014.

_______________________________

Altri prigionieri

Juan Tapia Olivares
Carcel Santiago sur (Ex penitenciaria), Modulo D.
Avda. Pedro Montt 1902
Santiago de Chile, Chile

Ex-Lautarista arrestato nel 2010 per un processo risalente al 1993, quando l’attivista dei diritti umani Norma Vergara Caceres venne uccisa da agenti del DIPOLCAR. Condannato nel 2006 a 14 anni.

Delfín Díaz Quezada
Carcel Santiago sur (Ex penitenciaria), Modulo D.
Avda. Pedro Montt 1902
Santiago de Chile, Chile

Ex-Lautarista, ha già conosciuto la prigione per reati politici. E’ stato processato nel 2006 dal Tribunale militare ed è stato riarrestato nel 2013.

Alberto Olivares Fuenzalida (detto “El nico”)
Colina I, Ex-penitenciaria, Cárcel Santiago Sur., Modulo A.
1902 Avda. Pedro Montt
Santiago de Chile, Chile

Ex membro del FPMR e prigioniero politico negli anni ’90. Ad oggi sta scontando una condanna definitiva per diversi espropri. In carcere continua a partecipare a scioperi della fame e mobilitazioni. Scrive e fa parte del collettivo “22 de Enero”.

_______________________________

L’elenco è in costante fase di aggiornamento…