Rapina in centro a Milano 30/6/18

Apprendo da vari media che nel pomeriggio di oggi, 30 giugno 2018, ignoti abbiano rapinato con successo un’orologeria di lusso situata in una delle vie più “ricche” della città di Milano. Pare che la stima del valore dei sontuosi orologi rubati superi il milione di sesterzi. Fa sorridere l’appellativo utilizzato da diversi media che per…

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Sulla testimonianza in aula bunker

Da Roundrobin:

Il testimone, la cosiddetta “persona informata sui fatti”, è sempre e comunque un prodotto dell’accusa. Si costruisce intorno al singolo un’identità, un ruolo, un’appartenenza, un profilo a seconda dell’uso che ne vuole fare la controparte.
Ogni convocazione ha infatti uno scopo specifico ed è indissolubile dal fine che vuole raggiungere. Come le tante inchieste degli anni 70 e non solo hanno dimostrato, l’utilizzo di strumenti come questo ha funzionato nel dividere, attaccare e far implodere in sede processuale numerosi gruppi di sovversivi. La testimonianza è una delle leve su cui poggia l’azione del P.m., per costruire la sua inchiesta, la sua condanna.

Circa due mesi fa, sono stato convocato in aula bunker a Torino come testimone nell’ambito dell’operazione Scripta Manent. L’interrogatorio doveva riguardare i motivi e i contenuti della mia corrispondenza con gli arrestati e le arrestate.

Lo scopo della mia convocazione, per quanto mi riguarda, è stato sin dal principio assai chiaro e palese: servirsi di me per porre delle contrapposizioni tra persone, compagni\e, individui; fare uscire dalla mia bocca parole dure contro gli arrestati\e, prese di distanza, differenziazioni; il sottofondo che risuonava in quell’aula era quello di una velata richiesta di dissociazione.

Isolare un insieme di persone, tentare di fare loro terra bruciata intorno, rendere così le azioni di cui sono accusati, le loro parole e rivendicazioni esecrabili e ulteriormente punibili.
Le risposta date, nelle sue varie forme, hanno voluto sottolineare invece la piena e assoluta solidarietà nei confronti dei compagni e delle compagne anarchiche incarcerate e indagate.

La costruzione di un’inchiesta è sempre un artifizio, un montaggio, una mostruosità partorita da menti abituate al putridume e in quanto tale deve essere sempre rifiutata e ridicolizzata; ciò che un P.m. dice è sempre menzogna. Non siamo vittime ovviamente. Gli\le anarchiche non sono mai vittime, mai innocenti.

Che fare, dunque?

Rifiutare le parole dell’accusa, rifiutare le loro ricostruzioni.
Rifiutare le categorie, i comparti, le tipologie modellate dal P.m. Sparagna.
Rifiutare tutte queste baggianate.

Comprendere, però, che ogni individuo è differente dall’altro, ognuno è animato da tensioni, desideri, pratiche anche assai diverse, ognuno sceglie, elabora, prova e riprova.
Inoltre, nel solco delle acque impetuose in cui tutti ci muoviamo, le critiche, gli scontri e le contrapposizioni sono necessari e fondamentalmente sono il sale del movimento anarchico.

Detto questo, per ultimo, rifiutare la convocazione.
Opporsi a questa dinamica, alla strumentalizzazione dei P.m. potrebbe essere un segnale piccolo e banale, ma utile da inviare alla controparte.
Per ragioni che non spiegherò qui, nel febbraio scorso ho deciso di presentarmi davanti ai giudici; se dovessi essere convocato nuovamente rifiuterò il cordiale invito obbligatorio, andando incontro alle stupide conseguenze della cosa.

Antonio

Tentata rivolta nel carcere di Ariano Irpino 13/6/2018

da Carta ingienica Pare che un gruppo di detenuti del carcere di alta sicurezza di Ariano Irpino (Avellino) abbiano preso in ostaggio un agente della Polizia penitenziaria dopo aver fatto irruzione nel reparto in cui si trova l’infermeria della casa circondariale irpina. Alcuni detenuti dopo essersi fatti aprire la porta dell’infermeria hanno spinto all’interno l’agente…

Ordigno inesploso davanti al negozio Pivert a Torino

Da Carta igienica: Apprendo dalla stampa locale la notizia del rinvenimento di un ordigno esplosivo (generalmente indicato dalla stampa con il nome di “petardo”) inespoloso davanti alla vetrina del negozio torinese Pivert, presumibilmente collocato nella notte tra sabato e domenica. Il marchio Pivert è stato fondato nel 2015 da Francesco Polacchi, ex responsabile nazionale di Blocco studentesco…

Rigettata scarcerazione per due compagni arrestati nell’op. Scripta Manent

Leggo e diffondo: Da Anarhija.info In data 5 giugno 2018 è stata rigettata l’istanza di scarcerazione per i compagni anarchici Alessandro Mercogliano e Marco Bisesti, in custodia cautelare dal settembre 2016, arrestati nel contesto dell’operazione “Scripta Manent”. Solidarietà affine con i compagni Alessandro e Marco, e con i compagni detenuti!   Allego inoltre gli indirizzi dei…

Contatti

parolealvento@insicuri.net

Che bruci il tricolore

Inizialmente ho pensato che mi sarebbe piaciuto scrivere un post in cui sputare sui concetti di Nazione, Patria, Democrazia e Repubblica ma, oltre a un primo ostacolo dato dal mio analfabetismo, riflettendo tra me e me non sono riuscitx a trovare una valida motivazione a spiegazione dello sforzo che mi avrebbe certamente vistx impegnatx per…

Torino: Presenza solidale udienza Processo Scripta Manent

Ripubblico l’appello alla presenza solidale in aula spostata al 14 giugno.

 

Chiunque dimentica i prigionieri della guerra sociale,
ha dimenticato la guerra stessa!

(Parigi, 2016)

Lo Stato colpisce e continuerà a colpire gli anarchici ed i rivoluzionari fintanto che questi saranno degni del loro nome.

Il processo Scripta Manent, cominciato nel giugno del 2017, riguarda quarant’anni della storia del movimento anarchico, di cui siamo parte, e sta proseguendo con un ritmo serrato.

Il cardine del teorema accusatorio di questa inchiesta si basa sulla differenziazione fra anarchici “buoni” e “cattivi” e su un’interpretazione strumentale, da parte dell’apparato repressivo, del dibattito interno al movimento anarchico.

Tra gli intenti di questo processo vi è anche il tentativo di annichilire la tensione verso pratiche radicali di attacco senza mediazioni contro lo Stato e il Capitale. Pratiche che stanno alla base di ogni percorso rivoluzionario e d’insurrezione.

Non rimarremo in silenzio di fronte a questo ennesimo tentativo di mettere al bando la volontà di sovvertire l’ordine costituito.

Non riconosciamo l’ormai nota strategia repressiva di differenziazione, quindi vogliamo ribadire la nostra complicità ai compagni e alle compagne prigioniere e agli indagati dell’operazione Scripta Manent ed esprimere il nostro sostegno alle pratiche di cui sono accusati, che sono patrimonio del movimento rivoluzionario.

PRESENZA SOLIDALE IN AULA

GIOVEDÌ 14 Giugno DALLE ORE 9,00

AULA BUNKER DEL CARCERE LE VALLETTE DI TORINO